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Mese: marzo 2012

Oggi è uscito ParoleNote Vol. II

Oggi è uscito ParoleNote Vol. II

E’ stato oggi presentato il Volume II della raccolta “Parole Note” progetto di Maurizio Rossato…
dopo il successo del primo volume, oggi in meno di 24h il nuovo Album ha scalato la classifica di iTunes per arrivare al meritato primo posto…

Io che ho scoperto in ritardo questa bellissima idea, e quindi apprezzato tardi anche il primo volume, voglio consigliare a tutti coloro che si trovassero a passeggiare per queste pagine, di fermarsi un momento ad ascoltare questi Album, perchè sempre più di rado ci si ferma per contemplare ed interiorizzare il bello!
e questo ParoleNote sicuramente emoziona…

Credo fortemente che riuscire ad emozionare sia sempre più difficile, ma soprattutto trovare il tempo e la dimensione dell’emozione sia sempre più raro.
Grazie quindi agli autori, per averci regalato queste emozioni.

Senza dimenticare che tutto il ricavato di qesto progetto è devoluto alla Fondazione Veronesi per la ricerca contro il cancro.
quindi, investire nel bello facendolo bene! un esempio delle volte in cui, vale la pena spendere qualche euro!

Buone Emozioni…
Parole Note Vol. II

http://www.parolenote.com/

L’importanza della Bellezza…

L’importanza della Bellezza…

Spesso ci si dimentica del ruolo che la bellezza ricopre nelle nostre vite… credo che questo articolo e la lettura di Fabio Volo siano un sunto eccezionale dell’importanza della bellezza…

La lezione di Steve Jobs sulla bellezza, un esempio per i politici

(di Curzio Maltese)

Quando Steve Jobs raccontava d’aver lasciato l’università per seguire un corso di calligrafia, non svelava soltanto un aspetto del proprio carattere e di una biografia straordinaria.
La madre studentessa, com’è noto, aveva abbandonato il piccolo Steve dopo la nascita per finire gli studi. Jobs ricorda a tutti quanto è importante la bellezza nelle scelte della vita e quanto sia al centro del mercato. Senza quella scelta bizzarra e in apparenza futile, Apple non avrebbe avuto caratteri tanto belli. Quando, da ragazzo, ho cominciato a fare il giornalista, indeciso fra altri mestieri, la scelta estetica ha contato almeno quanto la formazione politica e perfino più del bisogno di trovare in fretta un lavoro finito il liceo (all’epoca, in Italia si veniva assunti anche a diciannove anni). La mia Olivetti 22 mi sembrava l’oggetto più perfetto del mondo. Almeno fino a quando non ho visto la linotype, una specie di macchina magica per trasformare le parole in piombo. Il giornale in sé miè sempre parso un’opera d’arte e provo una fitta allo stomaco ogni volta che penso all’estinzione del quotidiano su carta. Gli italiani nell’editoria hanno avuto un ruolo centrale, hanno inventato con Gianbattista Bodoni i caratteri moderni. Più o meno gli stessi che 250 anni dopo hanno fatto la fortuna della Apple e di Jobs, quindi di Windows e di Bill Gates, imitatori dei primi. Prima avevamo fatto la fortuna della Olivetti, che avrebbe potuto diventare come la Apple. Se esistesse un grande politico in Italia dovrebbe fare un discorso sulla bellezza. Perché è da qui che bisogna ripartire per uscire dalla crisi. Dalla capacità storica italiana di produrre bellezza. Quando si scorre l’album del boom economico anni Sessanta, quello che rimane è un’infinita serie di oggetti magnifici: la Vespa, la Giulietta, la Lancia, la 500, le lampade Fontana e Castiglioni, le plastiche Moplen, i frigoriferi Ignis, la poltrona Sacco, le cucine e si potrebbe continuare per pagine e pagine. Ancora oggi le quattrocento medie industrie esportatrici sulle quali si fonda la ricchezza nazionale, devono gran parte del successo al senso del bello, che producano vestiti o macchinari, occhiali o simulatori di volo. A un giovane ambizioso, oggi bisognerebbe consigliare di seguire un corso di calligrafia, invece del master alla Bocconi per imparare a far soldi in Borsa. Tanto, se andiamo avanti così, presto non ci sarà più niente su cui speculare.

(da: Il Venerdì di Repubblica - 29.11.2011)